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Il condono edilizio

Il condono edilizio (pubblicato su 13magazine uscita Gennaio 2016)

HO FATTO IL CONDONO….. TUTTO APPOSTO!!!!!! “

 

Abbiamo deciso questa volta di dedicare questo articolo al condono edilizio, poiche’ molto spesso nel raccogliere i documenti necessari per la vendita di un immobile il venditore ci dichiara con semplicita’ che, pur essendoci stato un abuso, lui ha fatto il condono! “Dice sempre: non si preoccupi, e’ tutto apposto!! Se la casa era dei genitori poi, “si figuri “dice, “mio padre era tanto preciso…..”Cosi’ ci mettiamo a guardare i documenti e 90 su 100 il condono e’ incompleto. “Fare”e portare a termine un condono, non vuol dire avere fatto una domanda, con tanto di bollettini pagati. Per dire che un condono sia una pratica chiusa ed accettata da parte della pubblica amministrazione, vuol dire avere in mano la CONCESSIONE IN SANATORIA. Questo “meraviglioso” e tanto prezioso documento, non e’ altro che l’assoluzione scritta da parte della pubblica amministrazione dal grande peccato di “abuso edilizio” e senza di esso in Paradiso non ci si va. In linea di massima, salvo comunque alcuni casi, le domande di condono edilizio di cui alle leggi 28 febbraio 1985 n.47, 23 dicembre 1994 n.724, sono state lavorate da parte dell’ufficio condoni, che ha rilasciato al richiedente il fatidico documento; ( magari anche dopo 30 anni…).Molto meno l’ultimo di cui alla legge 24 novembre 2003 n.326. In caso di vendita di un immobile e ,comunque io consiglio sempre, anche se non dobbiamo vendere , di armarsi di calma e buona volonta’, ed esaminare lo stato di una domanda di condono presso l’ufficio preposto( da noi via di Decima) e controllare se per esempio la comunicazione da parte del Comune per il ritiro sia stata spedita ai precedenti proprietari( l’ufficio condoni non è informato sui trasferimenti di proprietà), se per esempio sia stata richiesta della documentazione aggiuntiva mai presentata od altri adempimenti non assolti.Controllare inoltre se oneri e oblazioni siano stati versati correttamente e nei tempi dovuti ( motivo purtroppo di possibile diniego). Che fare se dobbiamo vendere od acquistare con un condono ancora in lavorazione da parte dell’ufficio condon?i: accertarsi che l’iter della richiesta sia corretto, non ci siano probabilita’ di diniego, farsi rilasciare da un tecnico iscritto all’albo una dichiarazione in cui si affermi proprio cio’, e se ne assumi la responsabilita’, allegandolo al rogito notarile.Molto e molto ci sarebbe ancora da dire al riguardo, ogni caso poi puo’ essere diverso, il messaggio era solo quello che se affermate di avere condonato, dovete avere in mano la concessione in sanatoria. Vi mostriamo un documento di concessione in sanatoria ritirato, cosi’ potrete controllare tutte le vostre “scartoffie” e riconoscerlo subito…. Magari siete fortunati e non lo sapete

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